Dott. ssa Pagliarello – Dott. Cappa

PSICOLOGIA


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AMBITI DI INTERVENTO

Problematiche legate all’invecchiamento:

  • valutazioni neuropsicologiche del funzionamento cognitivo
  • stimolazione cognitiva in caso di demenza e come prevenzione in situazioni di invecchiamento sano (sia individuali che di gruppo)
  • sostegno psicologico per caregiver di anziani con demenza
  • sostegno psicologico per tutto l’arco della vita per varie problematiche e difficoltà tra cui ansia, attacchi di panico, depressione, fobie, difficoltà relazionali
  • consulenze genitoriali
  • potenziamento delle funzioni esecutive nell’infanzia/adolescenza, soprattutto in presenza di DSA e ADHD secondo il Metodo Benso

La Demenza







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    IMPORTANTE: Ricordiamo che la prenotazione sarà ritenuta valida, se verrà confermata da parte del paziente entro le 24h successive alla risposta della segreteria, altrimenti il posto non verrà confermato.
    Inoltre è obbligatorio, in caso di disdetta, comunicare l’annullamento della visita almeno 48 ore prima della data prefissata, altrimenti la prestazione verrà addebitata ugualmente.

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    BREVE SPIEGAZIONE DELLE PATOLOGIE SOPRA ELENCATE: è un pò impossibile spiegare tutte le problematiche.. secondo voi è utile? penso mi servano 8 pagine!

    • Ansia: L’ ansia è l’emozione provata di fronte a una sensazione di minaccia reale (es. minaccia alla persona) o figurata (es. minaccia all’autostima). È una risposta normale e innata di attivazione, caratterizzata da un aumento della vigilanza e dell’attenzione che ha l’obiettivo di prepararci ad affrontare il pericolo percepito predisponendoci a una risposta di attacco o fuga. L’ansia può essere fisiologica oppure patologica. L’ansia fisiologica ci prepara ad affrontare in maniera adattiva una possibile situazione difficile mentre l’ansia patologica è disfunzionale perché, essendo persistente e intensa, interferisce con la nostra prestazione, e può essere associata a eventi neutri, che non sono realmente pericolosi. Se l’ansia scatta anche quando non sarebbe il caso, possono insorgere i disturbi d’ansia, quali le fobie, gli attacchi di panico, le rimuginazioni ossessive senza vie di uscita, le compulsioni (ovvero la necessità di compiere azioni ripetitive di fatto inutili rispetto all’obiettivo) e alcuni sintomi psicosomatici ricorrenti di allarme.
    • Attacchi di panico: sono episodi di improvvisa ed intensa paura o di una rapida escalation dell’ansia normalmente presente. Sono accompagnati da sintomi somatici e cognitivi, quali palpitazioni, sudorazione improvvisa, tremore, sensazione di soffocamento, dolore al petto, nausea, vertigini, paura di morire o di impazzire, brividi o vampate di calore.
    • Fobie: è dunque una paura estrema, irrazionale e sproporzionata per qualcosa che non rappresenta una reale minaccia e con cui gli altri si confrontano senza particolari tormenti psicologici. Chi ne soffre, infatti, è sopraffatto dal terrore all’idea di venire a contatto magari con un animale innocuo come un ragno o una lucertola, o di fronte alla prospettiva di compiere un’azione che lascia indifferenti la maggior parte delle persone (ad esempio, il claustrofobico non riesce a prendere l’ascensore o la metropolitana). Le persone che soffrono di fobie si rendono perfettamente conto dell’irrazionalità della propria paura, ma non possono controllarla.
    • Depressione: La Depressione è un disturbo dell’umore. Generalmente chi presenta i sintomi della depressione mostra e prova frequenti e intensi stati di insoddisfazione e tristezza e tende a non provare piacere nelle comuni attività quotidiane. Le persone che soffrono di depressione vivono in una condizione di costante malumore e con pensieri negativi e pessimisti circa sé stessi e il proprio futuro.
    • Difficoltà relazionali: Le relazioni interpersonali possono apportare grande ricchezza e benessere nella nostra vita, ma talvolta possono essere fonte di intensa sofferenza e disagio. Il concetto di relazione rimanda a quello di comunicazione, quindi, generalmente possiamo affermare che i problemi relazionali riguardano anche il comunicare. Tutto ciò che accade nei rapporti con gli altri – comprensioni e incomprensioni – viene regolato, infatti, dalla comunicazione.
    • Consulenze genitoriali: La consultazione genitoriale è pensata per sostenere e accompagnare i genitori in modo che loro stessi possano sentirsi capaci e adeguati nel sostenere e accompagnare i propri figli nel difficile compito di crescere e diventare adulti felici e realizzati. L’obiettivo è quello di identificare ciò che non sta “funzionando” nella relazione con il figlio, scoprire quale bisogno importante il figlio sta esprimendo con il suo disagio e guidare i genitori alla scoperta di nuovi modi di stare in relazione col figlio, in linea con l’evolversi dei suoi bisogni fondamentali, ovvero di ricevere protezione fisica e sicurezza emotiva, vicinanza fisica e psichica, affetto e piacere nello stare insieme. Questi sono gli ingredienti che permetteranno al bambino che cresce di poter esplorare il mondo in modo gioioso e sicuro, e di trovare la sua strada nella vita. Attraverso la consultazione genitoriale ci proponiamo di supportare i genitori nel loro ruolo, di promuovere la consapevolezza dell’importanza di tale compito e di potenziare e valorizzare le risorse individuali e genitoriali di cui ciascuno è portatore e che, a volte, fatica a riconoscere e/o esprimere, ma anche per favorire l’acquisizione di specifiche competenze educative e delle annesse capacità di autovalutazione e automonitoraggio.
    • Potenziamento dell’attenzione: Si tratta di training che allenano sia le funzioni strumentali ed il sistema attentivo/supervisore: si va quindi a potenziare le funzioni esecutive e la memoria per aiutare nel potenziamento degli apprendimenti. Questi training sono indicati per bambini sia DSA che ADHD, oltre che per minori che non abbiano difficoltà specifiche: solitamente viene fatto un incontro a settimana e si lasciano poi anche compiti “per casa” che il bambino può fare con i genitori. Sono percorsi indicati anche per bambini senza problemi specifici ma che hanno una lieve difficoltà, spesso associata a problematiche di gestione dell’ansia e di autostima.
    • Demenza: La demenza non è una malattia specifica, bensì un termine generale che descrive una vasta gamma di sintomi associati al declino della memoria e/o di altre funzioni cognitive, sufficientemente grave da ridurre la capacità di una persona di svolgere le attività quotidiane. La demenza è causata da danni subiti dalle cellule cerebrali. Questo danno interferisce con la capacità delle cellule cerebrali di comunicare tra loro. Attualmente la malattia di Alzheimer non è guaribile, ma ci sono alcuni farmaci che possono migliorare alcuni sintomi cognitivi, funzionali e comportamentali e numerose tecniche e attività in grado di ridurre i disturbi del comportamento. La demenza è una situazione che coinvolge tutta la famiglia ed il peso assistenziale sul caregiver causa spesso problematiche importanti che richiedono un sostegno continuativo dell’intero nucleo, non solo del malato.
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